
PERSIANO ROSA CONFESSORE DI SAN FILIPPO NERI
La Settimana Enigmistica… prenestina (n° 18)
Forse non tutti sanno che…
il confessore di san Filippo Neri, di cui si celebra oggi la festività, è stato un sacerdote prenestino: Persiano Rosa.
Non si conosce la data di nascita di questo illustre concittadino, nato in Palestrina “da onesta Famiglia”, perché moltissimi documenti, tra cui i registri dei battesimi delle Chiese prenestine, andarono distrutti nel sacco che Roma e i paesi dei dintorni subirono da parte dei Lanzichenecchi nel 1527.
Divenuto sacerdote, si trasferì a Roma nel Convitto di San Girolamo della Carità, dove fu scelto da Filippo Neri, poi divenuto santo, come suo confessore e padre spirituale. I due fondarono insieme, il 16 agosto 1548, la Confraternita della SS. Trinità dei Pellegrini a Roma per l’accoglienza dei pellegrini che venivano per venerare i luoghi santi e per l’assistenza a quanti avevano bisogno di cure mediche. Durante il Giubileo del 1550, la Confraternita fu in grado di alloggiare e curare circa 600 persone al giorno, e circa 800 nel giubileo successivo (1575); negli Statuti della Confraternita si legge: «Persiano Rosa fu padre spirituale e direttore della coscienza di san Filippo, e degli altri Confratelli, non fece se non consigliare, approvare, e cooperare alla fondazione di tal pio Instituto, di cui san Filippo ne pensò, ne volle, e ne procurò in ogni modo lo stabilimento».
Persiano Rosa, dopo una vita interamente dedicata all’assistenza di poveri e pellegrini, il 1° aprile 1558 morì assistito proprio da Filippo Neri. Fu sepolto in Roma, nella cappella maggiore della SS. Trinità dei Pellegrini e, in sua memoria, riconoscendolo quella Confraternita per il suo fondatore, nel 1669 gli eresse la seguente lapide: «D.O.M. / IMMORTALEM VITAM EXPECTANS / JACET HIC / PERSIANUS ROSA PRAENESTINUS / VIR ILLIBATAE FAMAE / DIGNUS DEI SACERDOS, QUIA CASTISSIMA / TANTI A SANCTO PHILIPPO NERIO EXISTIMATUS / UT EO TANQUAM SUAE VITAE MAG ISTRO / IN SUAE CONSCIENTIAE ARCANI APERIENDIS / UTERETUR / EUM SOCIUM SIBI FACERET / IN SANCTISSIMAE TRINI TATIS ARCHICONFRATERNITATE / INSTITUENDA / POST IMMENSA CHARITATIS EXCITAMENTA / IN ESTREMO MORTIS AGONE / AB EODEM SANCTO PHILIPPO NERIO / CONTRA DAEMONES ADIUTUS / SUAVISSIMAM DEO AN IMAM AXALAVIT / ANNO DOMINI MDLVIII / UT ROSA MUTARETUR IN LILIUM / PLANTATUS IN DOMO DOMINI / CUM IUSTIS FLORERET IN AETERNUM / EADEM ARCHICONFRATERNITAS /TAM PRAECLARI VIRI MEMORIAM / RENOVAVIT / ANNO SALUTO MDCLXIX», cioè «...Uomo di integra fama, degno sacerdote di Dio, poiché purissimo, fu tanto stimato da S. Filippo Neri che questi se ne servì come maestro della sua vita… Dopo immense esortazioni di carità negli ultimi momenti di vita aiutato dallo stesso S. Filippo contro i demoni esalò la sua dolcissima anima a Dio...».
La sua città natale gli ha dedicato una via.
Nella cartolina, emessa nel 1922 in ricordo del terzo centenario della canonizzazione di Filippo Neri, è riprodotta un’incisione del 1787 in cui si vede il santo che impartisce l’estrema unzione a Persiano Rosa. Sullo stemma della Confraternita della SS. Trinità (1821) Persiano Rosa è raffigurato alla sinistra di Filippo Neri.